{"id":417,"date":"2023-12-08T09:33:07","date_gmt":"2023-12-08T09:33:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/?p=417"},"modified":"2024-02-25T20:48:31","modified_gmt":"2024-02-25T20:48:31","slug":"grande-discorso-del-buddha-dei-pilastri-della-saggezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/la-ruota-del-dhamma\/grande-discorso-del-buddha-dei-pilastri-della-saggezza\/","title":{"rendered":"Grande discorso del Buddha &#8220;dei pilastri della saggezza&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>I PILASTRI DELLA SAGGEZZA<\/strong><br>( Testo tratto dal libro G O T A M A&nbsp; B U D D H A &#8211; DISCORSI &#8211; A CURA DI ANGELO MARIA PIZZAGALLI )<br>Io ho sentito questo: Soggiornava un tempo il Beato nel paese &nbsp;di Kuru, in ima citt\u00e0 dei Kurani di nome Kamm\u00e0sadamma. L\u00e0 &nbsp;dunque il Beato si volse ai monaci : \u00ab Oh, monaci \u00bb. \u00ab Oh, Illuminato \u00bb, risposero i monaci al Beato, facendosi attenti. E il Beato parl\u00f2 cos\u00ec : \u00ab La via diritta, o monaci, che conduce alla purificazione degli esseri, al superamento del dolore e dell\u2019afflizione, alla distruzione della sofferenza e della tristezza, all\u2019acquisto del giusto e a realizzare l\u2019estinzione (nirvana), sono i quattro pilastri della retta concentrazione dello spirito \u00bb.<br>2. \u00abQuali quattro? \u00bb.<br>O monaci, un monaco veglia nel corpo sopra il corpo, instancabile, con spirito chiaro, intelligente, dopo che in lui \u00e8 scomparso ogni desiderio e ogni afflizione. Egli veglia nel suo animo, sul suo animo, instancabile, con spirito chiaro, intelligente, dopo che in lui \u00e8 scomparso ogni desiderio e ogni afflizione.<br>3. Egli veglia sui fenomeni nei fenomeni, instancabile, con spirito chiaro, dopo che in lui \u00e8 scomparso ogni mondano desiderio e ogni afflizione. Ma, o monaci, come un monaco veglia nel corpo sul corpo? Ecco, o monaci, il monaco si reca nell&#8217;interno di un bosco, o sotto grosso albero, o in un deserto eremitaggio, egli si siede colle gambe incrociate, il corpo eretto, diritto, e pratica la concentrazione. Riflessivo egli inspira, riflessivo espira. Egli riflettendo inspira profondamente ed egli sa questo: io inspiro profondamente. Profondamente egli espira, ed egli sa questo : io espiro profondamente. Poi egli inspira brevemente, ed egli sa questo : io inspiro brevemente. Egli espira brevemente ed egli sa questo : io espiro brevemente. Io voglio inspirare sentendo tutto il mio corpo ; io voglio espirare sentendo tutto il mio corpo. Cos\u00ec egli si esercita. Io voglio inspirare calmando questo insieme del mio corpo, io voglio espirare calmando questo insieme del corpo. Cos\u00ec si esercita.<br>4. Proprio, o monaci, come se un abile tornitore o compagno di tornitore, tirando profondamente verso di s\u00e8, sapesse: \u00abio tiro profondamente verso di me \u00bb, e tirando brevemente verso di s\u00e9, sapesse: \u00ab io tiro brevemente verso di me \u00bb. Cos\u00ec pure, o monaci, il monaco che ispira profondamente sa : \u00ab io respiro profondamente \u00bb, e quando espira profondamente sa di espirare profondamente, e cos\u00ec si esercita : \u00ab io voglio inspirare sentendo tutto il mio corpo, io voglio espirare sentendo tutto il mio corpo. Io voglio inspirare calmando questo insieme del corpo, io voglio espirare calmando questo insieme del corpo \u00bb.<br>5. Cos\u00ec egli vigila nell\u2019interno, stando nel corpo, sul corpo, cos\u00ec egli vigila all\u2019esterno, stando nel corpo, sul corpo. Egli osserva come il corpo sorge, osserva come il corpo trapassa, osserva come il corpo sorge e trapassa. &nbsp;\u00ab Ecco il corpo \u00bb, questo pensiero si affaccia a lui come presente, e in quanto esso affiora alla coscienza, esso affiora al rinsavimento, e, senza essere piantato al suolo, egli si arresta, e in nessun modo pi\u00f9 egli si sente legato a qualche cosa nel mondo. Cos\u00ec dunque, o monaci, veglia il monaco nel corpo sul corpo.<br>6. Inoltre, o monaci, il monaco sa, se egli cammina : \u00ab io cammino \u00bb; se egli si ferma: \u00abio mi fermo \u00bb; se egli si siede: \u00abio mi siedo \u00bb; se egli si pone in qualche luogo : \u00ab io mi pongo \u00bb. Egli sa, quando il suo corpo si trova in questa o in quella posizione, che esso \u00e8 in questa o in quella posizione. Cos\u00ec egli vigila nell\u2019interno, stando nel corpo sovra il corpo; cos\u00ec egli vigila verso l\u2019esterno, stando nel corpo sovra il corpo ; cos\u00ec egli vigila all\u2019interno e all\u2019esterno, stando nel corpo e sovra il corpo.<br>7. Egli osserva come il corpo sorge, e osserva come il corpo trapassa, e osserva come il corpo sorge e trapassa. \u00ab Ecco il corpo \u00bb, questo pensiero \u00e8 ora per lui presente, e in quanto affiora alla coscienza, affiora al rinsavimento, e senza essere pi\u00f9 piantato in nessun luogo, egli si arresta e non si sente pi\u00f9 legato nel mondo a cosa alcuna.<br>8. Cos\u00ec dunque, o monaci, il monaco veglia nel corpo sul corpo. Inoltre, o monaci, il monaco \u00e8 chiaramente consapevole del venire e dell\u2019andare, chiaramente consapevole del guardare da una parte e del guardar via, chiaramente consapevole del piegarsi e dell&#8217;alzarsi, chiaramente consapevole di portare la veste e la scodella di elemosina dell&#8217;ordine, chiaramente consapevole del mangiare e del bere, del masticare e dell&#8217;odorare, chiaramente consapevole nell&#8217;evacuare le feci e orina, chiaramente consapevole dell\u2019andare, dello stare, del sedere, dell&#8217;addormentarsi, del vegliare, del parlare e del tacere.<br>9. Cos\u00ec egli vigila verso l\u2019interno del corpo, sovra il corpo, e osserva come il corpo sorge, come il corpo trapassa, e come sorge e trapassa. \u00ab Ecco il corpo \u00bb, questo pensiero allora gli si fa presente e in quanto esso affiora alla coscienza, in tanto affiora al rinsavimento, ed egli senza essere fissato in nessun punto si arresta, e non pi\u00f9 nel mondo si sente legato a cosa alcuna.<br>Cos\u00ec, o monaci, il monaco si trova a vegliare sopra il corpo, pur essendo nel corpo.<br>10. Inoltre, o monaci, un monaco considera questo corpo dalla pianta dei piedi alle ossa della testa, che impurit\u00e0, coperte dalla pelle, riempiono senza distinzione. In questo corpo sono capelli, peli, unghie, denti, pelle e carne, nervi ed ossa e midollo di ossa, reni, cuore, fegato, diaframma, milza, polmoni, stomaco, intestini, visceri, feci. Vi \u00e8 in esso bile, bava, pus, sangue, sudore, linfa, lagrime, siero, saliva, moccio, trasudamento alle giunture, orina.<br>11. Proprio, o monaci, come se un sacco, legato alle due estremit\u00e0, fosse riempito di varie sorta di grani, come con riso, fagioli, sesamo, e un uomo dalla vista acuta lo slegasse e ne ricercasse il contenuto : \u00ab Ecco il riso, le fave, il sesamo \u00bb. Allo stesso modo, o monaci, il monaco considera questo corpo, dalla pianta dei piedi alle ossa della testa, questo corpo, che impurit\u00e0 di ogni sorta, coperte dalla pelle, riempiono (dicendo) : \u00ab In questo corpo sono capelli ecc., ecc. \u00bb.<br>12. Cos\u00ec, o monaci, vegliando sopra il corpo, pur essendo nel corpo, il monaco sta ecc., ecc.<br>13. Inoltre, o monaci, un monaco guarda questo corpo come va e sta, composto di elementi (dicendo) : \u00ab In questo corpo vi \u00e8 elemento terra, elemento acqua, elemento fuoco, elemento aria \u00bb.<br>Proprio, o monaci, come un abile macellaio o garzone di macellaio abbatte una vacca, e la porta sul mercato, separa pezzo da pezzo, e poi si pone a sedere. Cos\u00ec, o monaci, il monaco considera questo corpo, come egli va, come sta, nella sua composizione, dicendo: \u00ab Questo corpo \u00e8 composto di elemento terra, di elemento acqua, di elemento fuoco, di elemento aria \u00bb.<br>14. Inoltre, o monaci, come se il monaco vedesse un cadavere al cimitero, un giorno dopo la morte o due o tre giorni dopo, gonfio, dalla tinta azzurrognola, imputridito, e traesse questa conclusione riguardo a se stesso : \u00ab Anche questo mio corpo \u00e8 cos\u00ec formato, anche questo diventer\u00e0 cos\u00ec, a questo non pu\u00f2 sfuggire \u00bb.<br>15. E ancora, o monaci, \u00e8 come se il monaco vedesse un cadavere al cimitero, divorato da cornacchie, da corvi e da avvoltoi, mangiato da cani e da sciacalli, roso da ogni sorta di vermi, e traesse per s\u00e9 questa conclusione : \u00ab Anche questo mio corpo \u00e8 cos\u00ec formato, anch\u2019esso diventer\u00e0 cos\u00ec, a questo non pu\u00f2 sottrarsi \u00bb. Cos\u00ec il monaco ecc., ecc.<br>16. E ancora, come se il monaco vedesse al cimitero uno scheletro, da cui la carne e il sangue se ne sono andati, tenuto insieme dai tendini, e le ossa senza il legame dei tendini, disperse in questo e in quel luogo : l\u00e0 un osso della mano, altrove l&#8217;osso di una coscia, altrove quello del bacino, altrove una caviglia, altrove l\u2019osso della spina dorsale, altrove una costa, altrove quello di una gamba, altrove quello di una scapola, altrove quello di un braccio, altrove quello del collo, altrove l\u2019osso di una mascella, altrove un dente, altrove un osso del cranio, ed egli, riferendo tutto ci\u00f2 al suo corpo, dicesse: \u00ab Anche questo mio corpo \u00e8 cos\u00ec costituito, e diventer\u00e0 cos\u00ec, a ci\u00f2 non pu\u00f2 sfuggire \u00bb.<br>Cos\u00ec il monaco ecc., ecc.<br>17. E ancora, o monaci, \u00e8 come se un monaco vedesse un cadavere al cimitero, bianche ossa simili al colore delle conchiglie ecc., &nbsp;ossa ammassate,&nbsp; vecchie di un anno, ossa puzzolenti, divenute polvere, e riferendosi al suo corpo, traesse questa conclusione : \u00ab Anche questo mio corpo \u00e8 cos\u00ec costituito, anche questo mio corpo diventer\u00e0 cos\u00ec, a questo non pu\u00f2 sottrarsi \u00bb.<br>18. Cos\u00ec egli vigila verso l\u2019intemo sul corpo, essendo nel corpo, ed egli vigila verso l&#8217;esterno sul corpo, essendo nel corpo, e vigila verso l&#8217;interno e verso l\u2019esterno sul corpo, essendo nel corpo. Ed egli osserva come il corpo si forma e come trapassa : \u00ab Questo \u00e8 il corpo \u00bb.<br>Questo pensiero gli \u00e8 presente, e in quanto esso affiora alla sua coscienza, intanto affiora al rinsavimento ed egli non dipendendo pi\u00f9 da nulla vive e non \u00e8 pi\u00f9 attaccato a cosa alcuna nel mondo.<br>Cos\u00ec, o monaci, veglia il monaco nel corpo sul corpo, ecc.<br>19. Come mai, o monaci, un monaco vive vegliando sulle sensazioni, nelle sensazioni?<br>Ecco, o monaci, un monaco, sentendo uma sensazione piacevole, pensa : \u00ab Io sento una sensazione piacevole \u00bb. Sente egli una sensazione dolorosa e pensa: \u00abIo sento uma sensazione dolorosa\u00bb. Non ha nessuna sensazione n\u00e9 piacevole, n\u00e9 dolorosa, e pensa : \u00ab Io non ho nessuna sensazione n\u00e9 piacevole, n\u00e9 dolorosa \u00bb.<br>20. Se egli sente una sensazione di benessere mondano, egli pensa: \u00ab Io sento una sensazione di benessere mondano \u00bb. Se egli sente una sensazione di benessere ultramondano, egli pensa: \u00abIo sento una sensazione di benessere ultramondano \u00bb. Se egli sente mia sensazione dolorosa mondana, pensa : \u00ab Io sento una sensazione dolorosa mondana \u00bb. Se egli sente una sensazione dolorosa ultramondana, egli pensa: \u00abIo sento una sensazione dolorosa ultramondana \u00bb.<br>21. Se egli sente una sensazione mondana, senza n\u00e9 piacere n\u00e9 dolore, egli pensa : \u00ab Io sento una sensazione mondana, senza n\u00e9 piacere n\u00e9 dolore \u00bb. E se egli sente una sensazione ultramondana, senza n\u00e9 piacere n\u00e9 dolore, egli pensa: \u00abIo sento una sensazione ultramondana, senza n\u00e9 piacere n\u00e9 dolore \u00bb.<br>22. Cos\u00ec egli si trova a vegliare all&#8217;interno sulle sensazioni nelle sensazioni, e all\u2019esterno sulle sensazioni nelle sensazioni, e a vegliare all\u2019interno e all\u2019esterno sulle sensazioni nelle sensazioni. Egli osserva come le sensazioni sorgono, e come le sensazioni trapassano, e osserva come le sensazioni sorgano e trapassino. \u00abEcco la sensazione\u00bb. Questo pensiero gli si presenta, e in quanto affiora alla coscienza, affiora al rinsavimento. Egli si trova allora senza aver pi\u00f9 bisogno di appoggio e pi\u00f9 nulla nel mondo lo lega.<br>Cos\u00ec, o monaci, si trova a vegliare il monaco nelle sensazioni, sulle sensazioni.<br>23. Come mai, o monaci, un monaco si trova a vegliare nel pensiero, sul pensiero? Il monaco, o monaci, riconosce il pensiero pieno di cupidigia, come pieno di cupidigia, e il pensiero senza cupidigia, come senza cupidigia; il pensiero, pieno di odio, come pieno di odio, e quello senza odio, come Senza odio; il pensiero pieno di traviamento, come pieno di traviamento, e quello senza traviamento, come senza traviamento; il pensiero raccolto, come raccolto, e il pensiero dissipato, come dissipato; il pensiero che tende a cose elevate, come tendente a cose elevate, e quello basso, come basso; il pensiero nobile, come nobile, e quello volgare, come volgare; il pensiero calmo, come calmo, e quello inquieto, come inquieto; il pensiero liberato, riconosce come liberato, e quello legato, come legato.<br>24. Cos\u00ec egli si trova a vegliare verso l\u2019interno nel pensiero sul pensiero, e verso l\u2019esterno nel pensiero sul pensiero, e si trova a vegliare verso l&#8217;interno e verso l\u2019esterno nel pensiero sul pensiero. Egli osserva come il pensiero sorga e come trapassi, e osserva come il pensiero sorga e trapassi. \u00ab Ecco il pensiero \u00bb, egli pensa, e in quanto questo pensiero si presenta e affiora alla coscienza, affiora al rinsavimento ed egli si trova senza pi\u00f9 bisogno di rifugio e nessuna cosa lo lega al mondo. Cos\u00ec, o monaci, si trova a vegliare il monaco nel pensiero sul pensiero.<br>25. Come dunque, o monaci, un monaco si trova a vegliare tra i fenomeni sui fenomeni? Egli si trova a vegliare o monaci, tra i fenomeni sopra il sorgere delie cinque proibizioni. Ma come o monaci, il monaco, si trova a vegliare sul sorgere delle cinque proibizioni? Il monaco, o monaci, osserva se in lui \u00e8 desiderio di piacere e pensa: \u00ab In me \u00e8 desiderio di piacere \u00bb. Egli osserva se in lui non \u00e8 desiderio di piacere e pensa : \u00ab In me non \u00e8 desiderio di piacere \u00bb. Ed egli osserva se in lui sorga desiderio di piacere e se il desiderio di piacere, divenuto evidente, \u00e8 stato soppresso, e osserva se il desiderio di piacere soppresso non appare pi\u00f9 nell\u2019avvenire.<br>26. Se vi \u00e8 in lui interna ira, egli riconosce : \u00ab In me \u00e8 ira interna\u00bb; e se in lui non vi \u00e8 ira interna, riconosce: \u00abIn me non vi \u00e8 ira interna \u00bb; e se l\u2019ira interna divenuta manifesta \u00e8 soppressa, egli l&#8217;osserva e se questa ira interna soppressa pi\u00f9 non appare.<br>27. Egli osserva se in lui sia stanchezza e pigrizia, e dice : \u00ab In me sono stanchezza e pigrizia \u00bb. E se in lui non sono stanchezza e pigrizia, osserva : \u00ab In me non sono n\u00e9 stanchezza, n\u00e9 pigrizia \u00bb. E poi osserva se la stanchezza e la pigrizia, divenute manifeste, vengano soppresse, e osserva se, una volta soppresse, non appaiano pi\u00f9.<br>28. Egli osserva se \u00e8 in lui superbo fastidio, dicendo: \u00abEcco \u00e8 in me superbo fastidio \u00bb. E se in lui non \u00e8 superbo fastidio, lo riconosce dicendo : \u00ab In me non \u00e8 superbo fastidio \u00bb. Egli osserva il superbo fastidio in lui appena si sviluppi, lo osserva quando \u00e8 divenuto sviluppato, e osserva se esso viene soppresso, e se, una volta soppresso, pi\u00f9 non appaia.<br>29. Egli osserva se in lui \u00e8 un dubbio interno, dicendo: \u00ab In me \u00e8 un dubbio interno \u00bb. Osserva se in lui non \u00e8 nessun dubbio interno, dicendo : \u00ab In me non \u00e8 nessun dubbio interno \u00bb. Osserva come il dubbio interno dapprima sorga, e se, quando \u00e8 divenuto manifesto, sia soppresso, e se, una volta soppresso, pi\u00f9 non appaia nell\u2019avvenire.<br>30. Cos\u00ec egli veglia dall\u2019interno sui fenomeni, tra i fenomeni, cos\u00ec egli veglia dall\u2019esterno sui fenomeni tra i fenomeni, cos\u00ec egli dall\u2019intemo e dall\u2019esterno veglia tra i fenomeni sui fenomeni. Egli osserva come sorgano i fenomeni, e come i fenomeni trapassino, e osserva come i fenomeni sorgano e trapassino. \u00ab Ecco i fenomeni \u00bb, egli pensa e, appena questo pensiero gli si presenta e affiora in lui alla coscienza, affiora al rinsavimento e senza attaccamento alcuno egli si arresta e a nulla nel mondo \u00e8 pi\u00f9 legato.<br>31. Cos\u00ec, o monaci, il monaco veglia tra i fenomeni sui fenomeni, sul sorgere delle cinque proibizioni.<br>32. Ancora, o monaci, il monaco si trova a vegliare tra i fenomeni sui fenomeni, sull\u2019origine del quintuplo attaccamento all\u2019esistenza. Ma come, o monaci, egli si trova a vegliare sull\u2019origine del quintuplo attaccamento all&#8217;esistenza? Il monaco, o monaci, dice: \u00abEcco la forma, questa \u00e8 l\u2019origine della forma, questo il suo scomparire. Ecco la sensazione. Questa \u00e8 l&#8217;origine della sensazione, questo il tramontare di essa. Ecco le predisposizioni ereditarie, ecco il sorgere delle predisposizioni ereditarie, ecco il loro scomparire. Ecco la coscienza, ecco il sorgere della coscienza, ecco il suo scomparire.<br>33 &#8211; Cos\u00ec egli si trova a vegliare verso l\u2019interno sui fenomeni, tra i fenomeni, cos\u00ec egli veglia verso l&#8217;esterno sui fenomeni tra i fenomeni, cos\u00ec egli veglia verso l\u2019estemo e verso l\u2019interno sui fenomeni tra i fenomeni. Egli osserva come i fenomeni sorgano e come trapassino, e osserva come i fenomeni sorgano e trapassino e pensa : \u00ab Ecco i fenomeni \u00bb e appena questo pensiero gli si presenta e gli affiora alla coscienza, esso affiora al riconoscimento ed egli si trova senza pi\u00f9 bisogno di rifugio, e nessuna cosa al mondo pi\u00f9 lo lega.<br>Cos\u00ec, o monaci, il monaco veglia fra i fenomeni sull\u2019origine del quintuplo attaccamento all\u2019esistenza.<br>34. Ancora, o monaci, il monaco si trova a vegliare tra i fenomeni sui fenomeni sui sei campi delle sensazioni interne ed esterne.<br>Ma come, o monaci, il monaco veglia tra i fenomeni sui fenomeni, sui sei campi delle sensazioni esterne ed interne?<br>Ecco, o monaci, il monaco conosce l\u2019occhio, conosce le forme, e quel legame che sorge successivamente e si stabilisce fra essi, anche questo conosce. Egli conosce il primo sorgere di questo legame e la di lui soppressione, e quando questo legame, una volta soppresso, pi\u00f9 non appare nell\u2019avvenire,<br>35. Egli conosce l\u2019orecchio e conosce i suoni, c quel legame che si stabilisci; tra essi, anche questo conosce, e ne conosce l&#8217;apparire, e quando questo legame \u00e8 soppresso, e quando, una volta soppresso, pi\u00f9 non appare nell&#8217;avvenire.<br>36. Egli conosce il naso e conosce gli odori, e quel legame che si stabilisce tra essi, anche questo conosce. Egli conosce come questo legame si origina, e come venga soppresso, e come mai non apparir\u00e0 pi\u00f9 di nuovo.<br>37. Egli conosce la lingua e conosce i sapori, e quel legame che si stabilisce tra essi, anche questo conosce. Egli conosce quando, per primo, questo legame si presenta, e come esso venga soppresso e come non si presenter\u00e0 pi\u00f9 in avvenire.<br>38. Egli conosce il corpo e conosce i contatti, e quel legame che si stabilisce fra essi, anche questo conosce, e conosce quando questo contatto si presenta per primo, e come venga soppresso, e come non comparir\u00e0 pi\u00f9 nell\u2019avvenire.<br>39. Egli conosce il pensiero e gli oggetti del pensiero, e quel legame che si stabilisce tra essi, anche questo conosce. Egli conosce come questo legame per primo si origina e come esso venga soppresso, e come non si presenter\u00e0 pi\u00f9 nell&#8217;avvenire.<\/p>\n\n\n\n<p>40. Cos\u00ec egli si trova a vegliare dall&#8217;interno sui fenomeni, cos\u00ec si trova egli a vegliare sui fenomeni dall\u2019esterno, cos\u00ec egli si trova a Vegliare sui fenomeni dall\u2019interno e dall\u2019esterno, immerso nei fenomeni. Ed egli osserva il sorgere dei fenomeni e osserva il loro scomparire, osserva il loro sorgere e scomparire e dice: \u00ab Ecco i fenomeni \u00bb. Questo pensiero gli si presenta, e in quanto affiora alla sua coscienza, intanto affiora al rinsavimento. Egli non ha pi\u00f9 bisogno di rifugio e nulla pi\u00f9 nel mondo lo lega.<br>41. Cos\u00ec, o monaci, si trova a vegliare il monaco nei fenomeni, sui fenomeni, dei sei campi di azione dei sensi interni ed esterni.<br>42. E ancora, o monaci, il monaco si trova a vegliare tra i fenomeni sul sorgere delle sette facolt\u00e0 necessarie per giungere alla conoscenza, cio\u00e8 sui sette mezzi d\u2019illuminazione. Ma, come, o monaci, veglia il monaco tra i fenomeni sul sorgere dei sette mezzi dell\u2019illuminazione?<br>43 &#8211; li monaco si accorge, o monaci, quando vi \u00e8 in lui la qualit\u00e0 del pensiero concentrato, spirituale e dice: \u00ab In me la qualit\u00e0 del pensiero concentrato, spirituale \u00e8 attiva \u00bb, e si accorge quando questa qualit\u00e0 in lui non \u00e8 attiva e allora dice: \u00abLa qualit\u00e0 del pensiero concentrato, spirituale in me non \u00e8 attiva \u00bb, e si accorge quando per primo essa \u00e8 in lui attiva, e quando cessa di essere tale.<br>44 &#8211; Egli si accorge quando \u00e8 attivo in lui quel mezzo di illuminazione che \u00e8 la forza e dice, ecc., ecc.<br>45. Egli si accorge quando \u00e8 attivo in lui quel mezzo di illuminazione che \u00e8 la gioia e dice, ecc., ecc.<br>46. Egli si accorge quando \u00e8 attivo in lui quel mezzo di illuminazione che \u00e8 la calma c dice, ecc., ecc.<br>47 &#8211; Egli si accorge quando \u00e8 in lui attiva la concentrazione dello spirito (contemplazione) e dice, ecc., ecc. 48. Egli si accorge quando \u00e8 attiva in lui l\u2019indifferenza verso ogni cosa e dice: \u00ab Attiva \u00e8 in me l&#8217;indifferenza verso ogni cosa, ecc., ecc. \u00bb e conosce quando essa \u00e8 tale, e quando non \u00e8 tale, dicendo: \u00ab \u00c8 attiva in me e non \u00e8 attiva in me l\u2019indifferenza \u00bb, e conosce come si produce in lui quel mezzo di &nbsp;illuminazione che \u00e8 l\u2019indifferenza, che prima non v\u2019era, ed egli se ne accorge e conosce come sorge, e come non \u00e8 pi\u00f9 la pienezza di essa, egli se ne accorge dicendo: \u00abEcco \u00e8 attiva, ecc., ecc. \u00bb.<br>49. Cos\u00ec veglia egli all&#8217;interno sui fenomeni, e cos\u00ec egli si trova a vegliare sui fenomeni all\u2019esterno, e si trova a vegliare sui fenomeni all\u2019interno e all\u2019esterno, e si trova a vegliare sul sorgere di essi e sul loro scomparire, e si trova a vegliare insieme sul loro sorgere e sul loro scomparire. \u00abEcco i fenomeni\u00bb. Cos\u00ec pensa, e appena questo pensiero gli \u00e8 presente ed esso affiora alla sua coscienza egli si trova senza pi\u00f9 legami, nulla al mondo lo condiziona pi\u00f9.<br>50. Cos\u00ec dunque, o monaci, il monaco si trova a vegliare tra i fenomeni su sette mezzi di illuminazione.<br>51. E ancora, o monaci, il monaco si trova a vegliare tra i fenomeni sulle quattro nobili verit\u00e0. Ma come dunque, o monaci, il monaco veglia tra i fenomeni sul sorgere delle quattro nobili verit\u00e0? Perch\u00e9 il monaco, o monaci, conforme a verit\u00e0, conosce : \u00ab Questo \u00e8 il dolore \u00bb. Cos\u00ec egli comprende o monaci: \u00ab Questo \u00e8 il sorgere del dolore \u00bb conforme a verit\u00e0; e cos\u00ec comprende egli conforme a verit\u00e0 : \u00ab Questa \u00e8 la liberazione dal dolore\u00bb; e quindi, sempre conforme a verit\u00e0, egli capisce: \u00abQuesta \u00e8 la via che conduce alla liberazione dal dolore \u00bb.<br>52. Qual \u00e8 dunque, o monaci, la nobile verit\u00e0 del dolore? Dolore \u00e8 certo la nascita, dolore \u00e8 la vecchiaia, dolore \u00e8 la malattia, dolore \u00e8 la morte; l\u2019afflizione, la preoccupazione, la sofferenza, la mestizia. la disperazione sono dolori. Dolore \u00e8 l\u2019essere unito a ci\u00f2 che non si ama, dolore l\u2019essere separato da ci\u00f2 che si ama, dolore il non ottenere quello che si desidera. In breve le cinque parti dell\u2019attaccamento alla vita sono dolore.<br>53 &#8211; Che cosa dunque, o monaci, \u00e8 la nascita? Il sorgere, il partorire, il formare, il concepire, la gravidanza, l\u2019apparire delle parti, l\u2019impadronirsi del campo di azione dei sensi di qualsivoglia essere, di qualsiasi specie, questo, o monaci, si chiama nascita.<br>54 &#8211; Che cos\u2019\u00e8 dunque, o monaci, la vecchiaia ? Per qualsiasi essere, in qualsiasi specie&nbsp; invecchiare \u00e8 divenir inutile, divenir debole, grigio, rugoso, la perdita delle forze, l\u2019indebolirsi dei sensi: questo si chiama, o monaci, la vecchiaia.<br>55 &#8211; Che cosa \u00e8 dunque, o monaci, il morire? Per qualsiasi essere, di qualsiasi specie, lo scomparire, il dividersi, il separarsi, il tramontare, il perire per morte, il compiere il proprio tempo, il cadere delle parti, l\u2019imputridire del cadavere, questo, o monaci, si chiama morire.<br>56 &#8211; &nbsp;E che cosa \u00e8, o monaci, l\u2019afflizione? Ecco, o monaci, in questa e in quella perdita che si subisce, in questa o in quella sventura che ci colpisce, afflizione, lamentarsi, malinconia, interno cordoglio, questo, o monaci, si chiama afflizione.<br>57 &#8211; E che cos\u2019\u00e8, o monaci, ora, il lamentarsi? Ecco, o monaci, in questa o quella perdita che si subisce, in questa o quella sventura che ci colpisce, gemiti e lamenti, affliggersi, lamentarsi, grida di dolore, gemiti, questo, o monaci, si chiama lamentarsi.<br>58. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, sofferenza? Ecco, o monaci, il sentire dolore nel corpo, sentire in esso qualche cosa di spiacevole, quanto al contatto del corpo \u00e8 sentito come sgradito, doloroso, questo, o monaci, si chiama sofferenza.<br>59. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, la mestizia? Ecco, o monaci, quanto \u00e8 per lo spirito sgradito e doloroso, quanto al contatto spirituale \u00e8 sentito come doloroso, sgradito, questo, o monaci, si chiama mestizia.<br>60. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, la disperazione? Ecco, o monaci, in questa o quella perdita che l&#8217;uomo soffre, in questa o quella sventura che lo colpisce, sbigottirsi, perder la speranza, essere atterrito, disperato, questo, o monaci, si chiama disperazione.<br>61. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, il dolore, che consiste nell\u2019essere unito a ci\u00f2 che spiace? Quanto a uno occorre di forme non desiderate, di non esilaranti, di suoni, odori, sapori, contatti, pensieri; quanto a uno capita di indesiderabile, di non amichevole, di disgustoso, di irritante, orbene l&#8217;essere insieme unito, accoppiato, mescolato con tutto questo, si chiama, o monaci, dolore per essere uniti a ci\u00f2 che spiace.<br>62. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, il dolore che nasce dall\u2019essere separati da ci\u00f2 che si ama? Quanto a uno capita di forme, suoni, odori, sapori, contatti, pensieri, desiderati, esilaranti, graditi ; ci\u00f2 che ad uno capita di desiderabile, piacevole, gradito, adatto, come madre, padre, fratello, sorella, figli, amici, compagni, congiunti di famiglia, da questi essere separato, diviso, lontano, abbandonato: questo, o monaci, si chiama il dolore, che nasce dall&#8217;essere separati da ci\u00f2 che si ama.<br>63. E qual \u00e8 il dolore che nasce dal non ottenere quello che si desidera? Agli esseri, o monaci, soggetti alla nascita spetta il desiderare : \u00ab Oh, se non fossimo pi\u00f9 soggetti alla nascita, oh ! se nessuna altra nascita ci aspettasse! \u00bb. Ma questo non si pu\u00f2 ottenere col solo desiderio, ora questo non ottenere quello che si desidera si chiama dolore.<br>64. Agli esseri, o monaci, soggetti alla vecchiaia, alla malattia e alla morte, all\u2019afflizione, al lamentarsi, alla sofferenza corporea, alla mestizia, alla disperazione, viene questo desiderio: \u00abOh! se noi non fossimo pi\u00f9 soggetti alla vecchiaia, alla malattia, alla morte, all\u2019afflizione, al lamentarsi, al dolore corporeo, alla tristezza, alla disperazione! Oh ! se non pi\u00f9 la vecchiaia, la malattia, la morte, l&#8217;afflizione, il lamentarsi, il dolore corporeo, la mestizia, la disperazione ci attendessero! \u00bb. Ma questo non si pu\u00f2 ottenere col solo desiderio, ora il non ottenere quello che si desidera \u00e8 dolore.<br>65. E quali sono, o monaci, dette in breve, le cinque parti dell\u2019attaccamento alla vita? Una parte \u00e8 attaccamento alle forme, una attaccamento al tatto, mia attaccamento alla percezione, un&#8217;altra attaccamento alla discriminazione, una attaccamento alla coscienza.<br>Queste, o monaci, in breve, sono le cinque parti dell\u2019attaccamento alla vita come dolore.<br>66. Questa, o monaci, si chiama la nobile verit\u00e0 del dolore. E qual \u00e8, o monaci, la nobile verit\u00e0 dell\u2019origine del dolore? Questa \u00e8 la sete, che semina sempre nuove rinascite, legata al desiderio del piacere, che cupido brama ora questo, ora quello, e la sete sensuale \u00e8 la sete dell&#8217;esistenzaj, la sete della felicit\u00e0.<br>67. Ora donde sorge, o monaci, questa sete e si sviluppa, dove penetrando entra? Da ci\u00f2 che nel mondo appare di gradevole forma, da ci\u00f2 che nel mondo appare gradito sorge questa sete, che, penetrando, entra in esso. E che cosa nel mondo appare di gradevole forma e gradito? La vista appare nel mondo gradita. Da essa sorge e si sviluppa questa sete, in essa penetrando entra. L\u2019udito nel mondo appare gradito, ecc., ecc. L\u2019olfatto nel mondo appare gradito, ecc., ecc. La lingua nel mondo appare gradita, ecc., ecc. Il corpo nel mondo appare gradito, ecc., ecc. Il pensiero nel mondo appare gradito e piacevole, da esso sorge e si sviluppa questa sete e in esso penetrando, entra.<br>68. La forma nel mondo appare gradita, ecc., ecc. Gli odori nel mondo appaiono graditi, ecc., ccc. I sapori nel mondo appaiono graditi, ccc. I fenomeni nel mondo appaiono graditi c piacevoli, da questi sorge e si sviluppa questa sete, in essi penetrando entra.<br>69. La coscienza della vista nel mondo appare gradita e piacevole, da essa sorge e si sviluppa questa sete, e in essa penetrando entra. La coscienza dell\u2019udito, ecc., la coscienza dell\u2019odore, ecc., la coscienza del sapore, ecc., la coscienza del tatto, ecc., la coscienza del pensiero nel mondo appare gradita e piacevole, da essa sorge e si sviluppa questa sete, e in essa penetrando entra.<br>70. Il contatto colla vista, quello con l\u2019udito, quello coll\u2019olfatto, quello col gusto, quello col tatto, quello col pensiero appaiono nel mondo cari, appaiono gradevoli, da qui sorge e si sviluppa questa sete, qui essa penetrando, entra.<br>71. La sensazione, prodotta per il contatto colla vista, appare nel mondo cara, appare gradita; la sensazione prodotta per il contatto con l\u2019udito appare cara, appare gradita. La sensazione prodotta dal contatto con l\u2019olfatto, quella che nasce, dal contatto col gusto, quella che nasce da quella col tatto, quella che nasce dal contatto col pensiero, appaiono nel mondo care, appaiono gradite, di qui nasce questa sete e si sviluppa, e in esse penetrando entra.<br>72. La percezione della forma nel mondo appare cara, appare gradita, cos\u00ec la percezione dell\u2019udito, quella dell\u2019olfatto, quella del gusto, quella del tatto, quella del pensiero, di qui nasce questa sete e si sviluppa, e penetrando in esse si pone.<br>73. Percepire forme nel mondo appare caro, appare gradito, e cos\u00ec percepire suoni e odori e sapori e contatti e pensieri appare caro, appare gradito, e da qui sorge questa sete e si sviluppa e in esse entra.<br>74 &#8211; La sete delle forme nel mondo appare cara, appare gradita, cosi quella dei suoni, degli odori, dei sapori, dei contatti, dei pensieri, appaiono nel mondo care, appaiono gradite, di qui sorge questa sete e si sviluppa, e in esse penetrando si pone.<br>75 &#8211; Il riflettere sulle forme appare nel mondo caro, appare gradito, e cos\u00ec il riflettere sui suoni, sugli odori, sui sapori, sui contatti, sui pensieri appare caro, appare gradito, di qui sorge questa sete e si sviluppa, e penetrando in esse si pone.<br>76. Investigare le forme nel mondo appare caro, appare gradito, e cos\u00ec investigare i suoni, gli odori, i sapori, i contatti, i pensieri nel mondo appare caro, appare gradito, da qui sorge e si sviluppa questa sete, e in esse penetrando si pone. Questa si chiama, o monaci, la nobile verit\u00e0 dell\u2019origine del dolore.<br>77- E qual \u00e8, o monaci, la nobile verit\u00e0 della soppressione del dolere? Questa consiste nella piena, incessante soppressione di questa sete, nel respingerla, scacciarla, farla cadere, sradicarla. Ma questa sete, o monaci, da che viene tolta via, scacciata, in che si scioglie e distrugge? Da ci\u00f2 che noi mondo appare caro e gradito, da questo, questa sete \u00e8 tolta via e scacciata, in questo si scioglie ed \u00e8 distrutta.<br>78. Ma che cosa appare nel mondo caro, che cosa appare gradito? La vista appare cara nel mondo, la vista appare gradita, da questo \u00e8 tolta via e scacciata questa sete, in questo essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>L\u2019udito, l\u2019olfatto, il gusto, il tatto, il pensiero appaiono cari nel mondo e graditi, da questi \u00e8 cacciata e tolta via questa sete, in questi essa \u00e8 sciolta e distrutta. Le forme nel mondo appaiono care e gradite, da ci\u00f2 questa sete \u00e8 tolta via e scacciata, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>70. I suoni, gli odori, i sapori, i contatti, i pensieri appaiono nel mondo cari, appaiono graditi, da ci\u00f2 \u00e8 questa sete scacciata e tolta, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>80. La coscienza del vedere appare nel mondo cara, appare gradita, da ci\u00f2 questa sete \u00e8 tolta via e scacciata, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta; e cos\u00ec la coscienza dell\u2019udire, dell&#8217;odorare, del gustare, del toccare, del pensare: esse appaiono nel mondo care, esse appaiono gradite, da esse \u00e8 questa sete tolta via e scacciata, in esse \u00e8 sciolta e distrutta.<br>81. Un sentimento prodotto dal contatto colla vista appare nel mondo caro, appare gradito, e cos\u00ec i sentimenti nati dal contatto coll&#8217;udito, coll&#8217;olfatto, col gusto, col tatto, col pensiero appaiono nel mondo cari, appaiono graditi, da ci\u00f2 \u00e8 questa sete tolta via, scacciata, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>82. La percezione delle forme appare nel mondo cara, appare gradita, e cos\u00ec le percezioni dell&#8217;udito, dell\u2019olfatto, del gusto, del tatto e del pensiero, appaiono nel mondo care, appaiono gradite, da ci\u00f2 \u00e8 questa sete tolta via e scacciata, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>83. Comprendere le forme appare nel mondo caro, appare gradito, e cio\u00e8 esaminare suoni, odori, sapori, contatti, pensieri, appare nel mondo caro, appare gradito, da ci\u00f2 \u00e8 questa sete tolta e scacciata, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>84. La sete delle forme appare nel mondo cara, appare gradita, e cos\u00ec la sete dei suoni, dei sapori, degli odori, dei contatti e dei pensieri appare nel mondo cara, appare gradita, da ci\u00f2 \u00e8 questa sete tolta via e scacciata, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>85. Riflettere sulle forme appare nel mondo caro, appare gradito, e cos\u00ec riflettere sui suoni, odori, sapori, contatti, pensieri, appare nel mondo cara, appare gradito, da ci\u00f2 \u00e8 questa sete tolta via e scacciata, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>86. Esaminare le forme appare nel mondo caro, appare gradito, e cos\u00ec esaminare suoni, odori, sapori, contatti e pensieri appare nel mondo caro, appare gradito, da ci\u00f2 questa sete \u00e8 tolta via e scacciata, in ci\u00f2 essa \u00e8 sciolta e distrutta.<br>Questa, o monaci, si chiama la nobile verit\u00e0 della soppressione del dolore.<br>87. E qual \u00e8, o monaci, la nobile verit\u00e0 della via che conduce alla liberazione dal dolore?<br>Questa via \u00e8 l&#8217;ottuplice sentiero, esso \u00e8 la via che conduce alla liberazione dal dolore e cio\u00e8: retta conoscenza, retto sentimento, retta parola, retto agire, retto andare, retto sforzo, retta concentrazione del pensiero, retta calma dello spirito.<br>88. E che \u00e8, o monaci, la retta conoscenza? Conoscere, o monaci, il dolore, e conoscere l\u2019origine del dolore, conoscere la liberazione dal dolore, e conoscere la via che conduce alla liberazione dal dolore.<br>Questa, o monaci, si chiama retta conoscenza.<br>89. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, ora il retto sentimento? Pensare alla rinuncia, non nutrire nessun rancore, non alimentare nessun desiderio di nuocere altrui, questo si chiama, o monaci, retto sentimento.<br>90. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, la retta parola? Evitare parole menzognere, evitare le parole calunniose, evitare la parola aspra, evitare le chiacchiere. Questa, o monaci, si chiama la retta parola.<br>91. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, la retta azione? Rinunciare a togliere la vita a qualsiasi creatura vivente, rinuncia a prendere ci\u00f2 che non \u00e8 donato, rinuncia a vivere sempre nei piaceri. Questa si chiama, o monaci, retta azione.<br>92. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, il retto vivere? Ecco, o monaci, il nobile discepolo, avendo abbandonato il falso modo di vivere, adatta la sua vita a un retto modo di vivere. Questo, o monaci, si chiama retto modo di vivere.<br>93. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, il retto sforzo? Ecco, o monaci, il monaco si sforza di dominare il suo desiderio in modo che non sorgano in lui pensieri, prima non sorti, cattivi e funesti; egli fa ogni sforzo, arma il suo cuore, si fa pronto a combattere ed eccita il suo volere in modo da cacciare i pensieri cattivi e funesti, gi\u00e0 sorti; fa quindi ogni sforzo, e arma il suo cuore c si fa pronto a combattere, ed eccita poi il suo volere in modo da lasciar sorgere pensieri in lui, prima non sorti, salutari, ed a questo si sforza e tende con ardore e arma il suo cuore e lo fa pronto a combattere.<br>94. Eccita la sua volont\u00e0 in modo che pensieri salutari, gi\u00e0 sorti, si riaffermino, non si rallentino, si sviluppino, si schiudano, si spieghino e giungano a compimento. Per questo si sforza, a questo tende con ardore, per questo arma il suo cuore e si fa pronto a combattere. Questo si chiama, o monaci, retto sforzo. 95. E che cos\u2019\u00e8, o monaci, ora retta concentrazione del pensiero? Quando, o monaci, il monaco veglia nel corpo sopra il corpo, instancabile, con puro senso, concentrato alla distruzione della cupidigia e degli affanni del mondo; quando egli veglia nel sentimento sul sentimento, veglia nei fenomeni sui fenomeni, instancabile, con senso puro, intelligente, a vincere la cupidigia e i dolori del mondo, questa, o monaci, si chiama retta concentrazione.<br>96. E com&#8217;\u00e8, ora, o monaci, la calma suprema dello spirito ? Ecco, o monaci, il monaco staccatosi dai desideri, staccatosi da ogni pensiero malsano, avendo raggiunta una conoscenza, accompagnata da riflessione, ponderazione, nata dal discernimento, dapprima vive pieno di benevolenza e di felicit\u00e0, e, dopo aver soppresso la riflessione e la ponderazione, egli ottiene per secondo dono la conoscenza piena di felicit\u00e0 e gioia, quella che nasce dalla concentrazione dello spirito, senza pi\u00f9 discernimento, n\u00e9 inflessione, in cui predomina il pensiero e che d\u00e0 la calma spirituale. In una calma serena egli vive, con animo eguale, concentrato, chiaramente consapevole ed egli prova ancora nel corpo una gioia, per cui i santi dicono: \u00abIl meditabondo, di animo eguale, vive felice\u00bb. l\u00ec cos\u00ec egli ottiene il terzo dono della conoscenza.<br>97. Dopo aver rinunciato alle gioie e ai dolori, dopo aver distratto il senso della gioia e del dolore, egli ottiene la quarta conoscenza quella del puro, senza dolore e senza gioia, calmo, concentrato, Perfetto. Questa si chiama, o monaci, la retta calma dello spirito. Questa si chiama, o monaci, la santa verit\u00e0 della via che conduce alla cessazione del dolore.<br>98. Cos\u00ec il monaco veglia dall&#8217;interno sui fenomeni, nei fenomeni, cos\u00ec egli veglia all\u2019esterno nei fenomeni sui fenomeni, cos\u00ec egli veglia all\u2019interno e all&#8217;esterno nei fenomeni sui fenomeni. Egli osserva come i fenomeni sorgano, osserva come i fenomeni trapassino, osserva come i fenomeni sorgano e trapassino. \u00abEcco, cos\u00ec sono i fenomeni\u00bb. Questo pensiero gli si fa presente, e appena esso affiora alla coscienza, esso affiora al rinsavimento, egli non \u00e8 pi\u00f9 attaccato e da nulla pi\u00f9 dipende al mondo. Cos\u00ec dunque, o monaci, si trova a vegliare il monaco fra i fenomeni sopra l\u2019apparire delle quattro nobili verit\u00e0.<br>99. Chi poi, o monaci, pu\u00f2 continuamente osservare per sette anni questi quattro pilastri della saggezza pu\u00f2 conseguire una di queste due cose: o la certezza nella dottrina o, se \u00e8 in lui un resto di legami di attaccamento al mondo, la non rinascita.<br>Questo se si tratta di sette anni.<br>100. Ma chi, o monaci, pu\u00f2 osservare questi quattro pilastri della saggezza, per sei, cinque, quattro, tre, due, un anno, una di queste due cose pu\u00f2 per lui giungere a maturanza: o la certezza nella dottrina durante la vita, o se vi \u00e8 un resto di attaccamento, non pi\u00f9 rinascita.<br>Questo se si tratta di un anno.<br>101. Chi poi, o monaci, <a>continuamente<\/a> pu\u00f2 osservare questi quattro pilastri della saggezza per sette mesi, a lui pu\u00f2 giungere a maturanza una di queste due cose: certezza nella dottrina durante la vita, o se vi \u00e8 un resto di attaccamento, non pi\u00f9 rinascita.<br>Questo, o monaci, se si tratta di sette mesi.<br>102. Chi poi, o monaci, pu\u00f2 osservare questi quattro pilastri della saggezza continuamente per sei, cinque, quattro, tre, due, un mese, e anche per mezzo mese, a questi pu\u00f2 giungere a maturanza una di queste due cose: o la certezza della dottrina durante la vita, o se vi \u00e8 un resto di attaccamento, non pi\u00f9 rinascita.<br>E questo, o monaci, anche se si tratta di mezzo mese.<br>103. Ciri poi, o monaci, pu\u00f2 osservare continuamente questi quattro pilastri della saggezza per sette giorni, a questo pu\u00f2 riuscire una di queste due cose: o la certezza della dottrina durante la vita, o se vi \u00e8 un resto di attaccamento, la non rinascita.<br>104. La via diretta, o monaci, che conduce alla purificazione degli esseri, a vincere il dolore e l\u2019affanno, a distruggere ogni sofferenza e tristezza, a conseguire il giusto, a realizzare l\u2019estinzione (o nirvana), ecco che sono i quattro pilastri della saggezza.<br>Se questo fu detto, fu detto per questo.<br>Cos\u00ec parl\u00f2 il Beato, e contenti quei monaci si rallegrarono della parola del Beato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I PILASTRI DELLA SAGGEZZA( Testo tratto dal libro G O T A M A&nbsp; B U D D H A &#8211; DISCORSI &#8211;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":455,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[27],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=417"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":425,"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions\/425"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}