{"id":492,"date":"2024-03-02T20:32:24","date_gmt":"2024-03-02T20:32:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/?p=492"},"modified":"2024-03-16T15:44:11","modified_gmt":"2024-03-16T15:44:11","slug":"come-il-puledro-purosangue-diventa-nobile-solo-attraverso-la-pazienza-e-la-costanza-delladdestramento-cosi-la-disciplina-richiede-perseveranza-e-pazienza-davanti-alle-difficolta-recuperiamo-le-fo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/la-ruota-del-dhamma\/come-il-puledro-purosangue-diventa-nobile-solo-attraverso-la-pazienza-e-la-costanza-delladdestramento-cosi-la-disciplina-richiede-perseveranza-e-pazienza-davanti-alle-difficolta-recuperiamo-le-fo\/","title":{"rendered":"Come il puledro purosangue diventa nobile solo attraverso la pazienza e la costanza dell&#8217;addestramento, cos\u00ec la disciplina richiede perseveranza e pazienza. Davanti alle difficolt\u00e0, recuperiamo le forze, liberiamo la tensione e proseguiamo con coraggio il nostro viaggio verso lo sviluppo interiore."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Sutra Bhadd\u00e2li (MN 65) narra di un dialogo tra il Buddha e il monaco Bhadd\u00e2li. Il Buddha esorta i monaci a osservare la disciplina riguardo all&#8217;alimentazione per il mantenimento della salute. Bhadd\u00e2li ammette la sua mancanza di disciplina e il Buddha lo confronta con il paragone del puledro, illustrando come la disciplina porta alla perfezione spirituale. Alla fine, Bhadd\u00e2li comprende e accetta l&#8217;insegnamento del Buddha.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2>MN 65: Bhadd\u00e2li Sutta \u2013 Bhadd\u00e2li<\/h2>\n\n\n\n<p>Questo ho sentito. Una volta il Sublime dimorava presso S\u00e2vatth\u00ee, nella Selva del Vincitore, nel giardino di An\u00e2thapindiko. L\u00e0 il Sublime cos\u00ec si rivolse ai monaci: \u201cIo, monaci, prendo il cibo una sola volta al giorno, e cos\u00ec facendo conservo salute, freschezza, vigore, forza e benessere. Ora, se lo fate anche voi, serberete salute, freschezza, vigore, forza e benessere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>A queste parole l\u2019on. Bhadd\u00e2li replic\u00f2: \u201cIo per\u00f2, Signore, non posso prendere il cibo una sola volta al giorno: se facessi cos\u00ec proverei fastidio e molestia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora tu, Bhadd\u00e2li, del cibo che ti \u00e8 offerto, una parte puoi mangiarla sul posto ed una parte portala via per mangiarla in seguito [ma prima di mezzogiorno]: anche cos\u00ec il cibo ti sostenter\u00e0.\u201d \u201cAnche cos\u00ec per\u00f2, Signore, non posso mangiare: anche cos\u00ec il cibo mi darebbe fastidio, mi darebbe molestia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ora dunque l\u2019on. Bhadd\u00e2li, mentre il Sublime dava un precetto, e l\u2019Ordine dei mendicanti lo accoglieva, manifest\u00f2 la sua incapacit\u00e0 di osservarlo. L\u2019on. Bhadd\u00e2li per tutti i tre mesi [del monsone] non si fece vedere dal Sublime perch\u00e9 egli non stava osservando la regola del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante quel periodo alcuni monaci lavoravano a rappezzare l\u2019abito del Sublime perch\u00e9, pronto l\u2019abito, trascorsi i tre mesi, il Sublime avrebbe ripreso il pellegrinaggio. L\u2019on. Bhadd\u00e2li si rec\u00f2 l\u00e0 dove si trovavano quei monaci, ci fu uno scambio di cortesi saluti ed amichevoli parole, e quei monaci gli dissero ci\u00f2 che stavano facendo, e lo avvertirono: \u201cBada, amico Bhadd\u00e2li, il Sublime, trascorsi i tre mesi, riprender\u00e0 il pellegrinaggio. Attento a questo avvertimento, affinch\u00e9 dopo tu non abbia a rammaricarti [di non esserti fatto vedere da Lui].\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, amici!\u201d: replic\u00f2 allora l\u2019on. Bhadd\u00e2li, e si rec\u00f2 l\u00e0 dove il Sublime dimorava. Salut\u00f2 riverentemente, sedette a lato e disse al Sublime: \u201cUn fallo mi ha sorpreso, come uno stolto, come un insensato, come uno sconsigliato: mentre il Sublime esponeva un precetto della regola, e l\u2019 Ordine dei mendicanti lo accoglieva, palesai la mia incapacit\u00e0 di osservarlo. Voglia il Sublime accettare da me confessione del fallo, per evitarlo in futuro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInfatti, Bhadd\u00e2li, un errore ti ha sorpreso mentre davo una regola e l\u2019 Ordine l\u2019accoglieva, manifestando la tua incapacit\u00e0. Giacch\u00e9 tu non hai badato a questo fatto: \u2018Il Sublime sapr\u00e0 che non osservo il precetto del Maestro\u2019. E non hai neppure osservato che molti monaci, molte monache, molti seguaci e molte seguaci, molti e diversi penitenti, asceti e sacerdoti che ora passano a S\u00e2vatth\u00ee la stagione delle piogge, sapranno che non hai osservato la regola secondo il precetto del Maestro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201d \u00c8 cos\u00ec, Signore, un fallo mi ha sorpreso, come uno stolto, come un insensato, come uno sconsigliato: mentre il Sublime esponeva un precetto e l \u2018Ordine dei mendicanti lo accoglieva, palesai la mia incapacit\u00e0. Voglia il Sublime accettare da me confessione del fallo, per evitarlo in futuro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu che pensi, Bhadd\u00e2li: se qui vi fosse un monaco d\u2019ambo i lati redento e io gli dicessi: \u2018Vai, monaco, entra nel fango\u2019; egli non vi entrerebbe, dirigerebbe altrove i suoi passi, o direbbe forse di no?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesto no, Signore!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE se qui vi fosse un monaco redento di sapienza, testimone del corpo, un rischiarato, redento di fede, dedito alla dottrina, dedito alla fede, ed io gli dicessi: \u2018Vai, monaco, entra nel fango\u2019; egli non vi entrerebbe, dirigerebbe altrove i suoi passi, o direbbe forse di no?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesto no, Signore!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu che pensi, Bhadd\u00e2li: eri forse anche tu, in quella occasione, un redento d\u2019ambo i lati o un redento di sapienza, testimone del corpo, un rischiarato, redento di fede, dedito alla dottrina, dedito alla fede?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesto no, Signore!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sei stato tu, in quella occasione, vano, fatuo e colpevole?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, Signore! Un fallo mi ha sorpreso, come uno stolto, come un insensato, come uno sconsigliato. Voglia il Sublime accettare da me confessione del fallo, per evitarlo in futuro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInfatti, Bhadd\u00e2li, \u00e8 cos\u00ec. Siccome ora riconoscendo il fallo come fallo, lo hai confessato conforme a verit\u00e0, noi lo accettiamo perch\u00e9 \u00e8 un progresso nell\u2019Ordine del santo per chi, riconoscendo ci\u00f2, lo confessa conforme a verit\u00e0 e lo evita in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, Bhadd\u00e2li, un monaco non adempie la regola secondo il precetto del Maestro, e pensa: \u2018Se ora cercassi un solitario sito di riposo, il piede d\u2019un albero nella foresta, una caverna nelle rupi, una grotta nella montagna, un cimitero, il folto della selva, un mucchio di paglia nell\u2019aperta pianura, e potessi cos\u00ec realizzare il sovrumano, ricco santuario della chiarezza del sapere?\u2019 Ed egli fa proprio cos\u00ec, ma mentre egli vive l\u00e0 ritirato, il Maestro lo biasima, i condiscepoli a ragion veduta lo biasimano, e cos\u00ec fanno le divinit\u00e0 e lui stesso. A causa di tutto quel biasimo egli non realizza il sovrumano, ricco santuario della chiarezza del sapere. E perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 cos\u00ec avviene a chi non adempie la regola secondo il precetto del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco che un monaco adempie la regola secondo il precetto del Maestro. Ed egli si ritira in uno di quei posti che abbiamo indicato, e si augura: \u2018Potessi io cos\u00ec realizzare il sovrumano, ricco santuario della chiarezza del sapere?\u2019 Mentre egli vive l\u00e0 ritirato, il Maestro non lo biasima, e non lo biasimano i condiscepoli, le divinit\u00e0 e neppure lui stesso. Cos\u00ec non biasimato da nessuno egli realizza il sovrumano, ricco santuario della chiarezza del sapere. Egli cos\u00ec, ben lungi da brame, da cose non salutari, in senziente, pensante, nata da pace beata serenit\u00e0, raggiunge il grado della prima contemplazione. E perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 cos\u00ec avviene a chi adempie la regola secondo il precetto del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>E inoltre ancora: il monaco, dopo compimento del sentire e pensare, raggiunge l\u2019interna calma, l\u2019unit\u00e0 dell\u2019animo, la beata serenit\u00e0 libera di sentire e pensare, nata dal raccoglimento, il grado della seconda contemplazione. E perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 cos\u00ec avviene a chi adempie la regola secondo il precetto del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>E inoltre ancora: il monaco equanime, savio, chiaro cosciente dimora in serena pace, e prova nel corpo quella felicit\u00e0 di cui i santi dicono: \u2018l\u2019 equanime savio vive felice\u2019; cos\u00ec egli raggiunge il grado della terza contemplazione. E perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 cos\u00ec avviene a chi adempie la regola secondo il precetto del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>E inoltre ancora: il monaco, dopo il rigetto di gioia e dolore, dopo annientamento di letizia e tristezza anteriore, raggiunge la non triste, non lieta, equanime, savia, perfetta purezza: il grado della quarta contemplazione. E perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 cos\u00ec avviene a chi adempie la regola secondo il precetto del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli cos\u00ec, con tale animo, intimo, purificato, terso, schietto, schiarito di scorie, incorruttibile, rivolge la mente alla memore conoscenza di molte anteriori forme di esistenza, ognuna con le proprie caratteristiche, ognuna con le proprie relazioni. E perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 cos\u00ec avviene a chi adempie la regola secondo il precetto del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli cos\u00ec, con tale animo, rivolge la mente alla cognizione dello sparire ed apparire degli esseri. Con l\u2019occhio celeste, rischiarato, sovrumano egli vede gli esseri sparire e riapparire, volgari e nobili, belli e brutti, felici ed infelici, egli riconosce come gli esseri sempre secondo le azioni riappaiono. E perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 cos\u00ec avviene a chi adempie la regola secondo il precetto del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli cos\u00ec, con tale animo, rivolge la mente alla cognizione dell\u2019esaurimento della mania (\u00e2sava). Egli riconosce conforme a realt\u00e0: \u2018Questo \u00e8 il dolore\u2019 ; \u2018Questa \u00e8 l\u2019origine del dolore\u2019; \u2018Questa \u00e8 la fine del dolore\u2019; \u2018Questa \u00e8 la via che conduce alla fine del dolore\u2019. Egli riconosce conforme a realt\u00e0: \u2018Questa \u00e8 la mania\u2019; \u2018Questa \u00e8 l\u2019origine della mania\u2019; \u2018Questa \u00e8 la fine della mania\u2019; \u2018Questa \u00e8 la via che conduce alla fine della mania\u2019. Avendo cos\u00ec riconosciuto, cos\u00ec veduto, il suo animo si redime dalla mania del desiderio, dalla mania dell\u2019esistenza, dalla mania dell\u2019ignoranza. \u2018Nel redento \u00e8 la redenzione\u2019: questa cognizione sorge. \u2018Esausta \u00e8 la vita, compiuta la santit\u00e0, operata l\u2019opera, non esiste pi\u00f9 questo mondo\u2019: egli comprende. E perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 cos\u00ec avviene a chi adempie la regola secondo il precetto del Maestro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo queste parole l\u2019on. Bhadd\u00e2li disse al Sublime: \u201cQual \u00e8 dunque, Signore, la ragione, la causa per cui a qualche monaco si fa di tanto in tanto un\u2019osservazione, e a qualche altro no?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco, Bhadd\u00e2li, un monaco ha ripetutamente molto trasgredito; ed egli, ammonito dai monaci, tergiversa, svia il discorso e manifesta ira, astio e sfiducia; non si volge al bene, non cede, non si placa e non dice: \u2018Ci\u00f2 che all\u2019Ordine \u00e8 gradito, lo voglio fare\u2019. Allora i monaci, consapevoli di ci\u00f2, si consigliano cos\u00ec: \u2018Bene sarebbe, onorevoli, fare attenzione a questo monaco, cos\u00ec che la nostra osservazione non svanisca subito\u2019. E cos\u00ec fanno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, Bhadd\u00e2li, un monaco ha ripetutamente molto trasgredito; ed egli, ammonito dai monaci, non tergiversa, non svia il discorso e non manifesta ira, astio e sfiducia; si volge al bene, cede, si placa e dice: \u2018Ci\u00f2 che all \u2018Ordine \u00e8 gradito, lo voglio fare. Allora i monaci, consapevoli di ci\u00f2, si consigliano cos\u00ec: \u2018Bene sarebbe, onorevoli, fare attenzione a questo monaco, cos\u00ec che la nostra osservazione svanisca subito\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, Bhadd\u00e2li, un monaco ha raramente e poco trasgredito, ed egli, ammonito dai monaci, tergiversa, svia il discorso e manifesta ira, astio e sfiducia; non si volge al bene, non cede, non si placa e non dice: \u2018Ci\u00f2 che all\u2019Ordine \u00e8 gradito, lo voglio fare\u2019. Allora i monaci, consapevoli di ci\u00f2, si consigliano cos\u00ec: \u2018Bene sarebbe, onorevoli, fare attenzione a questo monaco, cos\u00ec che la nostra osservazione non svanisca subito\u2019. E cos\u00ec fanno. Ed ecco, Bhadd\u00e2li, un monaco ha raramente e poco trasgredito, ed egli, ammonito dai monaci, non tergiversa, non svia il discorso e non manifesta ira, astio e sfiducia; si volge al bene, cede, si placa e dice: \u2018Ci\u00f2 che all\u2019Ordine \u00e8 gradito, lo voglio fare. Allora i monaci, consapevoli di ci\u00f2, si consigliano cos\u00ec: \u2018Bene sarebbe, onorevoli, fare attenzione a questo monaco, cos\u00ec che la nostra osservazione svanisca subito\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, Bhadd\u00e2li, uno \u00e8 divenuto monaco solo per una certa fiducia, solo per una certa inclinazione. Allora i monaci, consapevoli di ci\u00f2, si consigliano cos\u00ec: \u2018Se noi faremo di tanto in tanto a questo monaco un\u2019osservazione, allora anche questa sua certa fiducia ed inclinazione non andr\u00e0 perduta\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come se un uomo avesse un occhio solo, i suoi amici e congiunti glielo proteggerebbero: \u2018Perch\u00e9 egli ha solo un occhio, non deve anche questo andare perduto\u2019. Questa \u00e8 la ragione e la causa per cui a qualche monaco si fa di tanto in tanto una osservazione, ed a qualche altro no.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQual \u00e8 ora, Signore, la ragione, la causa per cui prima vi erano meno precetti, e pi\u00f9 monaci vivevano fermamente; e quale la ragione, la causa per cui oggi vi sono pi\u00f9 precetti, e meno monaci vivono fermamente?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCos\u00ec avviene, Bhadd\u00e2li, quando gli esseri peggiorano e la vera dottrina decade. Il Maestro non d\u00e0 la regola ai discepoli, prima che alcune cose insane si palesino nell\u2019Ordine. Appena ci\u00f2 accade, allora il Maestro d\u00e0 la regola per respingerle. Cose insane non si palesano nell\u2019Ordine, prima che l\u2019Ordine abbia raggiunto grandezza; prima che abbia ottenuto grandi doni, grande onore, molta erudizione, molta esperienza. Appena ci\u00f2 accade, il Maestro deve provvedere. Pochi veramente eravate voi quella volta in cui io vi esposi la dottrina col paragone del puledro puro sangue: te ne ricordi, Bhadd\u00e2li?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVeramente no, Signore!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe ragione puoi darne?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse io per lungo tempo non ho osservato la regola secondo il precetto del Maestro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 solo questa la ragione, la causa; ma anche [il fatto che] da lungo tempo intuendo con la mia, la tua mente, io ho compreso: \u2018Non si sforza quest\u2019uomo stolto quando io espongo la dottrina, facendo attenzione, costringendo la mente, dedicandosi con tutto l\u2019animo ad ascoltare con orecchio aperto la dottrina\u2019. Ma ti voglio esporre la dottrina col paragone del puledro puro sangue: ascolta e fai bene attenzione a ci\u00f2 che dir\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Come un esperto addestratore di cavalli, avendo ricevuto un bel puledro puro sangue, prima gli fa fare esercizio col morso; ed esso, mentre si esercita col morso, mostra ogni sorta di sfrenatezza, irrequietezze perch\u00e9 non ha mai fatto prima tale esercizio, ma poi, con ripetuti, successivi esercizi, esso si acquieta. Quando ci\u00f2 \u00e8 accaduto, l\u2019esperto addestratore gli fa fare un ulteriore esercizio aggiogandolo; ed esso nuovamente mostra ogni sorta di sfrenatezza, irrequietezze perch\u00e9 non ha mai fatto prima tale esercizio, ma poi, con ripetuti, successivi esercizi, esso si acquieta. Allora l\u2019addestratore gli fa fare ulteriori esercizi facendolo andare al trotto, al galoppo, di carriera, con portamento e andatura regale, rendendolo il pi\u00f9 veloce, il pi\u00f9 bravo, il pi\u00f9 docile dei cavalli ed esso, dapprima irrequieto e ribelle, poi, con ripetuti, successivi esercizi, si acquieta. Infine l\u2019esperto addestratore gli d\u00e0 l\u2019ultima stringatura e strigliatura. Queste sono le dieci propriet\u00e0 che rendono un bel puledro puro sangue buono per il re, adatto al re. Altrettante dieci cose fanno attribuire al monaco sacrificio, elargizione, dono e salute, e lo rendono la pi\u00f9 santa sede del mondo. Quali? Eccole: un monaco ha acquistato fermamente retta cognizione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retta vita, retto sforzo, retto sapere, retto raccoglimento, retta sapienza, retta redenzione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Questo disse il Sublime. Contento si rallegr\u00f2 l\u2019onorevole Bhadd\u00e2li per le sue parole.<br><br>*****************************************************************<br>Riscrittura a partire dall\u2019italiano di&nbsp;<strong>De Lorenzo<\/strong>, da&nbsp;<strong>Pier Antonio Morniroli<\/strong>&nbsp;ed&nbsp;<strong>Enrico Federici<\/strong>.<br>Per distribuzione gratuita esclusivamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sutra Bhadd\u00e2li (MN 65) narra di un dialogo tra il Buddha e il monaco Bhadd\u00e2li. 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