{"id":500,"date":"2024-03-09T10:35:26","date_gmt":"2024-03-09T10:35:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/?p=500"},"modified":"2024-03-16T15:36:09","modified_gmt":"2024-03-16T15:36:09","slug":"inappaganti-sono-le-brame-piene-di-spasimo-piene-di-strazio-la-miseria-prepondera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelo.info\/artista\/la-ruota-del-dhamma\/inappaganti-sono-le-brame-piene-di-spasimo-piene-di-strazio-la-miseria-prepondera\/","title":{"rendered":"&#8220;Inappaganti sono le brame, piene di spasimo, piene di strazio: la miseria prepondera&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Sutta Mah\u00e2dukkhakkhandha riflette sulle brame e il dolore umano. Il principe Mah\u00e2n\u00e2mo, ammettendo il suo struggimento per la brama nonostante la comprensione della dottrina del Buddha, chiede guida al Sublime. Questi spiega che il desiderio porta solo a miseria e tormento, mostrando come il piacere materiale non porti vera felicit\u00e0. Esplora le varie forme di sofferenza causate dalle brame: dalla lotta per il potere alla violenza e infine alla disperazione. Il Buddha contrasta l&#8217;ascesi dei Niganth\u00e2, illustrando il vero benessere derivante dalla rinuncia alla brama. Il sutta si conclude con la constatazione che il vero contento deriva dalla saggezza e dalla rinuncia, non dalle brame e dalle ricchezze materiali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2>MN 14: Mah\u00e2dukkhakkhandha Sutta \u2013 Il tronco del dolore (2)<\/h2>\n\n\n\n<p>Questo ho sentito. Una volta il Sublime soggiornava nella terra dei Sakki (Saky\u00e2), presso Kapilavatthu, nel parco dei fichi. Allora un principe dei Sakki, Mah\u00e2n\u00e2mo, si rec\u00f2 l\u00e0 dove il Sublime dimorava, lo salut\u00f2 rispettosamente si sedette da una parte e parl\u00f2 cos\u00ec: \u201cGi\u00e0 da lungo tempo mi pare che la dottrina del Signore sia questa: \u2018Brama, avversione ed errore sono turbamento del cuore\u2019. Cos\u00ec io la conosco, ma, ci\u00f2 malgrado, il mio cuore si lascia a volte influenzare da motivi di brama, di avversione e di errore. Mi chiedo, Signore, cosa in me ancora mi domina per essere cos\u00ec influenzato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMah\u00e2n\u00e2mo, se cos\u00ec non fosse, tu non vorresti rimanere nella famiglia, n\u00e9 soddisfare alcuna brama. \u2018Inappaganti sono le brame, piene di spasimo, piene di strazio: la miseria prepondera\u2019: se il santo uditore Mah\u00e2n\u00e2mo ha riconosciuto vera questa massima, con perfetta sapienza, ma non trova fuori dalle brame, fuori da ci\u00f2 che \u00e8 dannoso, nessuna felicit\u00e0 e niente di meglio, allora egli si aggira appunto sempre intorno alle brame. Ma appena il santo uditore ha riconosciuto vera, con perfetta sapienza, quella massima, e trova fuori dalle brame, fuori da ci\u00f2 che \u00e8 dannoso, felicit\u00e0 e meglio ancora, allora egli non s\u2019aggira pi\u00f9 intorno alle brame.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche io, Mah\u00e2n\u00e2mo, prima del pieno risveglio, quale Bodhisatta solo al risveglio anelante, avevo riconosciuto conforme a verit\u00e0, con perfetta sapienza quella massima, eppure, fuori dalle brame e dal dannoso, io non trovavo alcuna felicit\u00e0 e niente di meglio; fu cos\u00ec che mi accorsi di ci\u00f2 che mi accadeva. Ma appena me ne accorsi ed ebbi riconosciuto la verit\u00e0 di quella massima, con perfetta sapienza, e trovai felicit\u00e0 fuori da ci\u00f2 che \u00e8 dannoso, mi accorsi che le brame non erano pi\u00f9 un\u2019attrattiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 l\u2019appagamento delle brame? Vi sono cinque facolt\u00e0 di bramare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali? Le forme che penetrano tramite la vista nella coscienza; i suoni che penetrano attraverso l\u2019udito nella coscienza; gli odori che penetrano tramite il naso nella coscienza; i sapori che penetrano tramite la lingua nella coscienza; i contatti che penetrano tramite il tatto nella coscienza, tutti desiderati, amati, appaganti, graditi, adatti alle brame, eccitanti; sono queste le cinque facolt\u00e0 del bramare. Ci\u00f2 che riesce desiderabile e gradito per queste cinque facolt\u00e0 \u00e8 appagamento della brame.<\/p>\n\n\n\n<p>E qual \u00e8 la miseria delle brame? Un figlio di buona famiglia si mantiene con un incarico: come scrivano, come contabile o amministratore, come agricoltore, mercante, allevatore di bestiame, soldato o ministro del re, o con qualsiasi altro servizio. \u00c8 esposto al caldo e al freddo, deve sopportare sole e vento, barcamenarsi tra zanzare, vespe e rettili; patisce fame e sete. Questa \u00e8 la miseria delle brame.<\/p>\n\n\n\n<p>Se a questo figlio di famiglia che cos\u00ec si affatica, si tormenta e soffre non viene ricchezza, egli diventa accorato e triste, si lamenta, si batte piangendo il petto, si dispera: \u2018Vano, ahim\u00e8, \u00e8 il mio sforzo, la mia fatica non ha raggiunto lo scopo!\u2019 Anche questo \u00e8 la miseria delle brame.<\/p>\n\n\n\n<p>Se invece si arricchisce, allora si preoccupa di conservare la ricchezza: \u2018Che i beni non mi siano sequestrati dal re; o rubati dai briganti, o distrutti dal fuoco, o spazzati via da un\u2019alluvione, o strappati da parenti ostili!\u2019 E, mentre cerca di amministrare i suoi beni, gli capita proprio ci\u00f2 che ha temuto. Allora diventa accorato e triste, si lamenta, piange, si percuote il petto, si dispera: \u2018Quello che possedevo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9!\u2019 Ecco la miseria delle brame, ecco l\u2019evidente tronco del dolore originato da brame, intessuto di brame, mantenuto e determinato proprio da brame.<\/p>\n\n\n\n<p>E inoltre, Mah\u00e2n\u00e2mo, mossi da brame, incitati e spinti da brame contendono i re con i re, i principi con i principi, sacerdoti con sacerdoti, cittadini con cittadini; litiga la madre col figlio, il figlio con la madre, il padre col figlio, il figlio col padre, litiga il fratello col fratello e con la sorella e viceversa, litiga l\u2019amico con l\u2019amico. Caduti cos\u00ec in discordia essi si lanciano gli uni contro gli altri coi pugni, con pietre, bastoni e spade. E cos\u00ec s\u2019affrettano incontro alla morte o a mortale dolore. Ma ci\u00f2, Mah\u00e2n\u00e2mo, \u00e8 miseria delle brame, ecco l\u2019evidente tronco del dolore originato da brame, intessuto di brame, mantenuto e determinato proprio da brame.<\/p>\n\n\n\n<p>E ancora: mossi da brame essi si precipitano impugnando scudo e spada, cinti di faretra e arco, si schierano sui due lati dell\u2019ordine di battaglia o sulle fortificazioni, e le frecce fischiano, le aste ondeggiano, le spade lampeggiano. E si trafiggono con frecce, con lance; si spaccano le teste con le spade. E cos\u00ec si affrettano incontro alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p>E inoltre: sempre mossi da brame irrompono nelle case, saccheggiano, rubano, ingannano, violentano spose. E i re li fanno arrestare e li condannano a pene e tormenti come frustate, bastonate, vergate; amputazioni di mano, di piede o di entrambi; amputazioni delle orecchie, del naso o d\u2019entrambi: il caldaio di pasta, il raschiamento con conchiglie, la bocca di drago; la corona di pece, la mano a fiaccola: il correre su aculei, il giacere in scorze, la veste di setole; la carne da amo, il pezzo di moneta, la corrosione con liscivia; il rullo, il graticcio di paglia; l\u2019irrigazione di olio bollente, lo sbranamento con cani, impalamento da vivo, la decapitazione. E cos\u00ec s\u2019affrettano incontro alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p>E ancora: mossi da brame essi agiscono male, parlano male e pensano in modo malvagio, e cos\u00ec facendo, essi pervengono dopo la morte a perdersi e soffrire. Ma tutto ci\u00f2, Mah\u00e2n\u00e2mo, \u00e8 miseria delle brame, \u00e8 l\u2019evidente tronco del dolore originato da brame, intessuto di brame, mantenuto e determinato proprio da brame.\u201d<br>*********<br>Una volta, Mah\u00e2n\u00e2mo, io soggiornavo a R\u00e2jagaham, sui pascoli del Picco dell\u2019Avvoltoio. In quel tempo, alle falde del Picco del Vate, alla Rocca Nera, venivano molti Liberi Fratelli, i Niganth\u00e2 della grande setta dei Jain\u00e2, ed esercitavano l\u2019ascesi sempre ritti, rifiutando sedili e giacigli: e soffrivano dolorose, pungenti, cocenti sensazioni. E, una sera, dopo la meditazione io mi recai l\u00ec e dissi loro: \u2018Perch\u00e9, cari fratelli, esercitate l\u2019ascesi cos\u00ec, e subite queste dolorose sensazioni?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Essi mi risposero: \u2018Il Niganth\u00e2 N\u00e2thaputto sa tutto, comprende tutto, professa illimitata chiarezza di sapere: \u2018Se vado o sto, dormo o veglio, ho sempre presente l\u2019intera chiarezza del sapere.\u2019 Ed egli dice: \u2018Niganth\u00e2!<\/p>\n\n\n\n<p>Voi nel passato vi siete comportati male e ora espiate ci\u00f2 con questa amara ascesi di tormenti. Siccome ora controllate azioni, parole e pensieri, non fate pi\u00f9 del male e, estirpando le vecchie ed evitando nuove errate azioni, non vi sar\u00e0 pi\u00f9 alcun influsso. Non essendoci influsso, si giunge all\u2019esaurimento delle azioni e, di conseguenza, all\u2019esaurimento del dolore e, di qui, all\u2019esaurimento della sensazione. Con l\u2019esaurimento della sensazione ogni dolore sar\u00e0 superato.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Questo che ci dice, ci sembra chiaro, e noi lo approviamo e ne siamo soddisfatti\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Io replicai: \u2018Allora, cari fratelli voi sapete se siete gi\u00e0 esistiti o no?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Noi non lo sappiamo, fratello\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Allora sapete se nel passato avete fatto male o siete rimasti senza nuocere?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Noi non lo sappiamo, fratello\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Allora sapete quali male azioni avete commesso?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Noi non lo sappiamo, fratello\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Sapete forse se una parte del dolore \u00e8 superata, e se un\u2019altra parte resta da superare; ma se \u00e8 superato un pezzo del dolore si potr\u00e0 superare tutto il dolore?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Noi non lo sappiamo, fratello\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Sapete forse come, ancora in questa vita, si possa abbandonare il falso e guadagnare il bene?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Noi non lo sappiamo, fratello\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Allora se non sapete tutte queste cose, cari fratelli, c\u2019\u00e8 il rischio che banditi, uomini sanguinari e delinquenti nati entrino tra di voi.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Fratello Gotamo, non si pu\u00f2 acquistare gioia con gioia: con dolore si pu\u00f2 acquistare gioia. Se fosse possibile acquistare gioia con gioia, il re del Magadh\u00e2, Seniyo Bimbis\u00e2ro, potrebbe acquistare gioia perch\u00e9 lui sta meglio del mendicante Gotamo\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Senza dubbio adesso gli onorevoli Niganth\u00e2 hanno parlato prematuramente e inconsideratamente, perch\u00e9 ora devo chiedervi: \u2018Chi dei due sta meglio, il re del Magadh\u00e2 o il mendicante Gotamo?\u2019 \u2018<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Forse, fratello Gotamo, \u00e8 come dici, ma lasciamo perdere. Ti preghiamo di rispondere alla tua stessa domanda.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Invece adesso voi dovete rispondere a questa domanda secondo il vostro parere: pu\u00f2 il re del Magadh\u00e2, senza muoversi, senza dire una parola, sentirsi perfettamente bene per sette giorni e sette notti?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018No, fratello, non pu\u00f2\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Pu\u00f2 farlo per sei, cinque, quattro tre, due o per un solo giorno?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Egli non pu\u00f2, fratello.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Io per\u00f2, senza muovermi, senza dir parola, posso sentirmi perfettamente non solo per un giorno e una notte, ma addirittura per sette giorni e sette notti. Che pensate, fratelli: sta meglio il re del Magadh\u00e2 o io?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Allora infatti l\u2019onorevole Gotamo sta meglio del re del Magadh\u00e2.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec parl\u00f2 il Sublime. Contento si rallegr\u00f2 Mah\u00e2n\u00e2mo dei Sakki della sua parola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sutta Mah\u00e2dukkhakkhandha riflette sulle brame e il dolore umano. 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